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CHE SCHIFO! – ECCO COME LA DONNA CAPO PIU’ TERRIBILE DEL MONDO TRATTA I SUOI DIPENDENTI MASCHI …

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LA DONNA CAPO PIÙ SADICA AL MONDO: COME HA RIDOTTO I DIPENDENTI MASCHI…

Lei è una super manager, bionda come il miele e aspra come il limone. Si chiama Marissa Mayer è la signora più potente, più determinata e anche spietata della Silicon Valley. Qualche anno fa Yahoo! l’ha nominata amministratore delegato e le ha dato l’incarico di risollevare le sorti dell’azienda.

Lei era incinta di cinque mesi, ma non ha fatto un plissé. Due settimane dopo il parto era già al comando, con il pupo in ufficio che assisteva come osservatore piangente alle conference call e alle riunioni fiume della mamma.

Marissa è tornata con lo stesso piglio sicuro, la stessa ostinazione che l’ha portata a dichiarare il segreto del suo successo: lavorare 103 ore a settimana. “Pianificare quando dormi, quando fai la doccia e anche quando vai in bagno.

E poi dormire sul posto di lavoro, perché è più sicuro rimanere che scendere nel parcheggio e andare a prendere la macchina alle tre di notte”, aveva detto. Una frase che è stata una dichiarazione di guerra e ha fatto improvvisamente sentire tutti dei fannulloni.

Marissa è stata travolta da fiumi di veleno da chi la sera preferisce tornare a casa e dormire nel proprio letto e chi non ha nessuna voglia di pianificare pure l’ora della pipì né di dividere la scrivania col pargolo.

Ma adesso la signora è accusata di qualcosa che, se fosse vera, segnerebbe una svolta epocale nel mondo del lavoro. Marissa potrebbe riscrivere la storia dei rapporti uomo-donna. Odiatissima dalle femministe per aver sacrificato la gioia della maternità per le ambizioni da manager, potrebbe diventare un loro nuovo feticcio. Un idolo.

La Mayer è stata accusata dai dirigenti (maschi) di discriminazione in base al sesso. La capo-donna che vessa il sottoposto perché porta i pantaloni. Il signor Scott Ard, ex dirigente di Yahoo! si è presentato dai giudici della California e ha denunciato la top manager.

Avrebbe adottato un sistema di valutazione dei dipendenti pensato per mettere in difficoltà i maschi. E licenziarli. Via, incapaci e disoccupati. L’ex dirigente ha detto di aver sempre ricevuto valutazioni positive dai suoi superiori, fino a quando la signora Mayer ha introdotto il suo criterio di valutazione che si chiama “Qpr” (quarterly performance review) i cui risultati sarebbero “facilmente manipolabili. Ma il povero Scott non è l’unica vittima di discriminazione sessista.

Ai giudici ha detto che dal 2012, da quando l’ingegner Mayer ha messo piede in azienda, cinquanta uomini sarebbero stati costretti ad andarsene. Proprio per quel maledetto “Qpr” che puntualmente inchioda gli uomini a un livello di performance più basso rispetto a quello delle colleghe.

L’amministratore delegato avrebbe una sua sodale in questo piano di liberazione dal maschio, la dirigente Kathy Savitt che «avrebbe assunto e promosso le donne solo perché donne». A rafforzare le accuse, ci sarebbe anche la freddezza del dato: 14 su 16 dirigenti editoriali di Yahoo! sono di sesso femminile. (Noi, al posto dei due maschi cominceremmo a cercarci un lavoro…).

Un portavoce di Yahoo!, interpellato dalla Cnbc, ha replicato che la denuncia è priva di fondamento. Chi ha ragione? Lo stabiliranno i giudici.

Certo è che se fosse vero, se davvero la Mayer penalizza i maschietti, se ha ribaltato la questione di genere rendendo debole il sesso forte mettendo gli uomini nello stesso angolo in cui per secoli ci sono state le signore, siamo al contrappasso.

Sulla faccia delle mie amiche ho visto nascere lo stesso inconscio ma perfido sorriso che probabilmente fiorirà sulle labbra di quelle donne che hanno perso il lavoro perché si sono negate al capo o si sono concesse. O perché sono diventate mamme. Ora tocca ai maschi. Grazie, signora Mayer.

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