mercoledì 28 giugno, 2017
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Sardegna, i migranti prendono per il culo l’Italia: sono tutti algerini del 1985 di nome Mohammed

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Sardegna, i migranti prendono per il culo l’Italia: sono tutti algerini del 1985 di nome Mohammed

La Sardegna sta subendo una breve propria invasione di clandestini islamici e potenziali terroristi. La polizia denuncia La totale indifferenza delle istituzioni e del governo Gentiloni. Tutti i clandestini si dichiarano algerini, di nome Mohammed Aziz nati nel 1985.

Il rischio attentati fa sempre più paura, i vertici delle forze dell’ordine e delle forze armate parlano di prevenzione e di attenzione all’immigrazione incontrollata, ma a Cagliari i clandestini continuano ad arrivare così numerosi che la situazione è fuori controllo.

A segnalarlo Luca Agati, rappresentante provinciale del Sap (sindacato autonomo di polizia) il quale fa presente che i problemi registrati dalla polizia si fanno sempre più pesanti.

Ieri notte, tanto per far capire, ci sono stati due sbarchi di altri 31 migranti, 17 dei quali arrivati alle 21.50 a Cala Sapone, a Sant’Antioco e altri 14, di cui una donna, a Porto Pino intorno alla mezzanotte. Ieri pomeriggio la polizia ne aveva già recuperati 15, per un totale di 46.

«La Sardegna – spiega Agati – continua a essere meta di sbarchi di aitanti giovani che dicono di essere algerini, ma che non hanno dietro il documento e, quindi, potrebbero essere chiunque. Molti di questi si imbarcano al porto di Annaba, vicinissimo alla Tunisia, per cui il sospetto che siano tunisini è forte. Una volta ottenuto il foglio di via sono liberi di andare dove vogliono e di delinquere».

Difficile capire chi hai davanti quando qualcuno ti dice: «Mi chiamo Mohamed Aziz e sono nato il primo gennaio 1985 in Algeria». Hanno quasi tutti lo stesso nome «Mohammed» e sono molti simili l’uno all’altro. «Cosa certa – prosegue Agati – è che nulla hanno a che vedere con le dinamiche di guerra. Nessuno interviene per bloccare questo flusso, nonostante gli allarmi terroristici sempre più accesi». A che serve, quindi, proteggere le piazze con piloni di cemento e riempire le strade di militari se poi tolleriamo un flusso di persone che entrano con la massima facilità nel nostro paese? «Dopo i fatti di Milano – dice ancora il rappresentante – non si può sopportare in silenzio una situazione del genere frutto di una mala gestione delle politiche legate all’immigrazione che si trascina ormai da anni. Servono manovre urgenti per distruggere un ponte diretto che rischia di riempire la Sardegna e il resto d’Italia di persone che una volta ottenuto il foglio d’espulsione, saranno pronte ad andare libere in giro e delinquere creando concreti e preoccupanti problemi alla sicurezza». Tanto per far capire, il commissariato di Carbonia, competente per il tratto di costa su cui sbarcano migliaia di immigrati ogni anno, conta solo 20 addetti che da un anno non riescono a garantire il servizio volanti nelle ore notturne. I carabinieri versano anche in condizioni peggiori. Sono al collasso.

 

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