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Rifugiati, Vaticano contro Trump: “L’Europa non segua il suo esempio”. Loro quanti ne accolgono?

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Rifugiati, Vaticano contro Trump: “L’Europa non segua il suo esempio”. Loro quanti ne accolgono?

Il Vaticano, che non ospita nessun centro di accoglienza per clandestini, continua a interferire negli affari che non gli competono e attacca Donald Trump per il bando degli immigrati islamici. Gli affaristi in tonaca si dicono preoccupati per le sue politiche, non per i cristiani perseguitati dai musulmani nel mondo.

Il Vaticano ribadisce la sua “preoccupazione” per le scelte del nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in materia di immigrazione.

Dopo la firma dell’ordine esecutivo con cui il presidente Usa, la scorsa settimana, ha dato il via alla costruzione di un nuovo tratto di muro al confine tra Messico e Stati Uniti, per limitare gli ingressi di immigrati negli Stati Uniti, il presidente del Dicastero per la promozione dello sviluppo umano integrale, cardinale Peter Turkson, aveva giudicato con apprensione il provvedimento adottato da Trump, invitando gli Stati europei a “non seguire” il suo “esempio”.
Ora, dopo la revisione del sistema di ingresso dei rifugiati negli Stati Uniti, e la decisione di bloccare per 90 giorni gli ingressi negli Usa ai cittadini provenienti da sette Paesi a maggioranza musulmana – Iran, Siria, Iraq, Libia, Sudan, Yemen e Somalia – a ribadire che la Santa Sede è “preoccupata” per le politiche sull’immigrazione messe in campo dal presidente degli Stati Uniti, è stato monsignor Angelo Becciu, sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato vaticana. “Certamente c’è preoccupazione perché noi siamo messaggeri di un’altra cultura, quella dell’apertura”, ha affermato monsignor Becciu, commentando le recenti decisioni di Trump in materia di immigrazione assieme ai giornalisti di Tg2000, il telegiornale di Tv2000. “Papa Francesco insiste anche sulla capacità di integrare coloro che arrivano nella nostra società e cultura”, ha detto quindi il sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato vaticana.

A pronunciare parole di condanna per il cosiddetto “Muslim ban”, e per la corsia preferenziale che il presidente Trump ha deciso di aprire per i richiedenti asilo cristiani, al termine del blocco di 90 giorni, era stato, qualche giorno fa, sempre ai microfoni della tv dei vescovi, il direttore generale della Fondazione Migrantes, monsignor Giancarlo Perego. “È una scelta che oltre ad essere sbagliata sul piano politico, sarà grave sul piano culturale perché indica una correlazione sbagliata tra terrorismo e islamismo”, aveva detto monsignor Perego, auspicando, dunque, una rilettura di questa scelta, giudicata “contraria alla stessa democrazia americana”.

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