mercoledì 28 giugno, 2017
Loading...
HOME / CRONACA / IL DEBITO PUBBLICO E’ CRESCIUTO DI 300 MILIARDI DAL 2011, LE TASSE AUMENTATE DEL 3%, E A BRUXELLES VOGLIONO L’AUMENTO DELL’IVA (Ma va là!)

IL DEBITO PUBBLICO E’ CRESCIUTO DI 300 MILIARDI DAL 2011, LE TASSE AUMENTATE DEL 3%, E A BRUXELLES VOGLIONO L’AUMENTO DELL’IVA (Ma va là!)

loading...

IL DEBITO PUBBLICO E’ CRESCIUTO DI 300 MILIARDI DAL 2011, LE TASSE AUMENTATE DEL 3%, E A BRUXELLES VOGLIONO L’AUMENTO DELL’IVA (Ma va là!)

Gli oligarchi di bruxelles stanno facendo pressione sul governo italiano affinché aumenti di due punti percentuali l’IVA per rispettare i “sacri vincoli di bilancio” imposti dall’austerità teutonica.

Si tratterebbe dell’ennesima manovra lacrime e sangue (e nemmeno l’ultima, visto che l’obbiettivo tedesco è quello di mettere le mani sui risparmi degli italiani), fatta nell’inutile tentativo di ridimensionare il deficit ed il debito pubblico italiano.

Manovra inutile, perché l’eccesso di tassazione, come insegna Laffer, porta solo ad una riduzione del potere d’acquisto, quindi dei consumi e di conseguenza della produzione e della crescita del paese.

Ragion per cui il debito pubblico, sia in termini reali che percentuali, sarà destinato a crescere anziché ridursi.

A riprova di questo, citiamo alcuni dati a nostro giudizio interessanti:

– La pressione fiscale reale è passata dal 47,4% del 2011 al 50,2% del 2015 (non ci sono ancora stime definitive per il 2016)

– Il debito pubblico, nello stesso periodo è passato da 1.907 miliardi del 2011 a quasi 2.200 a fine 2015. 300 miliardi di debito pubblico in più a fronte di un aumento di quasi tre punti percentuali di pressione fiscale sui redditi degli italiani.

– In termini percentuali il debito pubblico è aumentato di quasi il 14%!

Risulta quindi evidente che le tasse NON sono assolutamente la via di risanamento dei conti, e NEMMENO il taglio della spesa, dato che l’Italia è una delle nazioni con il più alto avanzo primario al mondo.

Avete letto bene: del mondo intero.

Cos’è l’avanzo primario? La differenza artimetica tra incassi dello stato per le tasse e ogni altro genere di balzello diretto e indiretto e le uscite dello stato al netto della spesa per interessi sul debito pubblico.

Tradotto in parole semplici, lo stato italiano spende molto meno di quanto in cassa, al netto degli interessi sul debito pubblico.

Questo è il frutto avvelenato del duo Andreatta-Ciampi, due autentiche calamità economiche premiate con ruoli di estrema importanza politica, che hanno letteralmente portato al disastro di questi anni, congiuntamente all’euro, di cui soprattutto il secondo era un grande estimatore (i disastri, si sa, bisogna farli grandi, altrimenti non c’è gusto).

Furono infatti loro due a sancire che la Banca d’Italia non potesse più essere prestatore di ultima istanza sul debito pubblico italiano, lasciandolo così in balia degli speculatori che, ovviamente, hanno come unico obbiettivo massimizzare gli interessi e non certo quello di far progredire una nazione.

Provate a chiedere, giusto per fare un paio di esempi, a inglesi o giapponesi cosa ne pensino del divieto da parte delle banche centrali di essere prestatori di ultima istanza e vi guarderanno con vivo compatimento, un po’ come si guarda il nonno che ormai non c’è più con la testa.

Loro, infatti, lo sono e con questo hanno tagliato unghie – e artigli – degli speculatori internazionali.

Se questo paese vuole salvarsi ha una sola strada: uscire dalla Ue e dall’euro e tornare a battere moneta sovrana, con una banca centrale prestatore di ultima istanza.

Senza questo, non c’è alcuna speranza non solo di ripresa, ma neppure di sopravvivenza e chi si ostina a difendere la ue e l’euro deve essere consapevole che sta volutamente e scientemente distruggendo il futuro di questo paese.

 

SCRIVITI ALLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK (QUI) o (QUI) o (QUI)I

Seguici su Twitter (QUI)

Google + (Qui)

Al nostro canale Youtube (Qui)

Iscriviti al nostro gruppo Facebook (Qui) o (Qui) o (Qui) o (Qui

Fonte clicca QUI

Altro Salvatore

Loading...

Guarda Anche

Mischia il dialetto della provincia di Enna col piemontese e ottiene il sardo

Mischia il dialetto della provincia di Enna col piemontese e ottiene il sardo ISCRIVITI ALLA …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *