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Boom di disoccupati in Sardegna, ma il PD stanzia 2 milioni per le imprese degli immigrati

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Boom di disoccupati in Sardegna, ma il PD stanzia 2 milioni per le imprese degli immigrati

Mentre in Sardegna c’è una disoccupazione record del 16%, di cui 56,4% giovani, i razzisti anti italiani del PD stanziano 2 milioni di euro per i nuovi imprenditori, ma solo se immigrati. 

Cagliari, 1 gen – E’ scritto nero su bianco sul sito dell’assessorato al Lavoro della Regione Sardegna: lo scopo del progetto “IMPR.INT.ING.” curato dalla “Diamante Impresa” è quello di “accrescere l’occupazione degli immigrati” con “percorsi per la creazione d’impresa”. L’importo destinato a questo scopo è di € 2.003.171,43. I beneficiari di questo progetto sono esclusivamente “cittadini di Paesi Terzi che abbiano compiuto la maggiore età, senza distinzione di genere, ivi compresi coloro che hanno ottenuto la cittadinanza italiana”. Tradotto: tutti gli stranieri presenti in Sardegna meno gli autoctoni.

Tutto ciò avviene in una regione che – dati Istat – ha il 16% di disoccupazione e il 56,4% di disoccupazione giovanile (valori fra i più alti in Italia) e vede emigrare ogni anno migliaia di sardi all’estero in cerca di un lavoro che il presidente Pigliaru confessa di non saper trovare loro nell’isola, ammettendo una vergognosa incapacità che gli viene retribuita 13mila euro al mese.

In realtà si tratta dell’ultimo caso eclatante di quella che a tutti gli effetti è una discriminazione razziale che penalizza i sardi. Da quando i flussi migratori sono aumentati, abbiamo visto con i nostri occhi la conversione di hotel e agriturismi in centri d’accoglienza per garantire vitto e alloggio ai nuovi arrivati mentre i sardi senza tetto hanno dovuto occupare edifici diroccati per trovare riparo, corsi professionali gratuiti dedicati agli immigrati contro le centinaia di euro richiesti agli autoctoni per partecipare agli stessi, circolari che invitavano gli ospedali a “voler provvedere a bloccare i ricoveri programmati e a dimettere i pazienti dimissibiliin previsione dello sbarco di migranti“, per non parlare della più banale ma altrettanto discriminante tolleranza di bancarelle e posteggiatori abusivi stranieri che da anni presidiano piazze e strade delle città più grandi dove però un tavolino di un bar non autorizzato viene perentoriamente multato. Tutte cose che, sommate, rendono più nitida una disparità di trattamento senza precedenti spacciata per “accoglienza”.

Quella dell’integrazione in Sardegna è una situazione esplosiva che, come dimostrano gli attentati ai centri d’accoglienza del 2016, non si attenuerà fino a quando non verranno invertite le priorità della Regione governata dal Pd.

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